Benvenuti a **Elettrotecnica**: questo corso serve a darvi una “cassetta degli attrezzi” solida per capire, modellare e risolvere circuiti elettrici reali — e per collegare quei circuiti al mondo vero: energia, conversione, reti, dispositivi e processi industriali.
Partiremo dalle grandezze fondamentali (**carica, corrente, tensione**) e dal **modello circuitale**: quando ha senso rappresentare un sistema fisico con una rete di componenti “a parametri concentrati” e quali ipotesi ci permettono di farlo senza semplificare troppo. Su questa base costruiremo l’ossatura dell’analisi: **leggi di Kirchhoff**, metodi **nodale** e **a maglie**, e gli strumenti che permettono di semplificare reti complesse mantenendo il controllo su ciò che stiamo facendo (reti equivalenti, **Thevenin/Norton**, sovrapposizione, ecc.). L’obiettivo non è imparare ricette, ma acquisire un metodo: impostare bene il problema, fare conti puliti e verificare se il risultato “sta in piedi”.
Una parte importante sarà dedicata a **potenza ed energia** nei circuiti: convenzioni di segno, bilanci, potenza istantanea e media, e interpretazione fisica (chi assorbe, chi eroga, dove va l’energia). Qui l’elettrotecnica diventa davvero ingegneria: non solo numeri, ma lettura del comportamento del sistema.
Poi passeremo ai componenti che introducono memoria e dinamica: **condensatori e induttori**, transitori, risposta al gradino, costanti di tempo e stabilità. Questa è la base per capire accensioni, spegnimenti, controlli e disturbi: la realtà è quasi sempre “variabile”, e saperla gestire fa la differenza.
A seguire affronteremo il **regime sinusoidale**: fasori, impedenze, ammettenze, potenze in AC, fattore di potenza e rifasamento. Subito dopo faremo un passo in più verso il **regime variabile** in senso più generale: come leggere e trattare segnali non puramente sinusoidali e perché molti concetti dell’AC restano strumenti utilissimi anche quando il segnale cambia forma (in pratica: come ragiona un ingegnere quando il mondo non è “perfettamente” sinusoidale).
Inseriremo anche una sezione sui **campi elettromagnetici a bassa frequenza**, perché è lì che si capisce davvero *perché* i modelli circuitali funzionano e dove iniziano i loro limiti. Vedremo il collegamento tra **circuiti e campi** nel regime quasi-stazionario: come correnti e tensioni si legano a campo elettrico e magnetico, cosa significa **accoppiamento induttivo**, come nasce la **mutua induzione** e perché concetti come flusso concatenato, induttanza e trasformazione non sono “magia” ma conseguenza diretta della fisica. Questo blocco vi servirà per leggere con più consapevolezza trasformatori, macchine elettriche, sensori e molte applicazioni industriali basate su campi a bassa frequenza (dall’energia ai processi elettrotermici).
Chiuderemo con un messaggio di contesto: l’**elettrificazione di sistemi e processi** (mobilità, industria, casa, reti) non è uno slogan, è una traiettoria tecnologica concreta. E per guidarla servono ingegneri che sappiano passare con naturalezza dal “circuito sulla carta” al “fenomeno fisico”, scegliendo il modello giusto, calcolando bene e spiegando sempre il perché dei passaggi.
Partiremo dalle grandezze fondamentali (**carica, corrente, tensione**) e dal **modello circuitale**: quando ha senso rappresentare un sistema fisico con una rete di componenti “a parametri concentrati” e quali ipotesi ci permettono di farlo senza semplificare troppo. Su questa base costruiremo l’ossatura dell’analisi: **leggi di Kirchhoff**, metodi **nodale** e **a maglie**, e gli strumenti che permettono di semplificare reti complesse mantenendo il controllo su ciò che stiamo facendo (reti equivalenti, **Thevenin/Norton**, sovrapposizione, ecc.). L’obiettivo non è imparare ricette, ma acquisire un metodo: impostare bene il problema, fare conti puliti e verificare se il risultato “sta in piedi”.
Una parte importante sarà dedicata a **potenza ed energia** nei circuiti: convenzioni di segno, bilanci, potenza istantanea e media, e interpretazione fisica (chi assorbe, chi eroga, dove va l’energia). Qui l’elettrotecnica diventa davvero ingegneria: non solo numeri, ma lettura del comportamento del sistema.
Poi passeremo ai componenti che introducono memoria e dinamica: **condensatori e induttori**, transitori, risposta al gradino, costanti di tempo e stabilità. Questa è la base per capire accensioni, spegnimenti, controlli e disturbi: la realtà è quasi sempre “variabile”, e saperla gestire fa la differenza.
A seguire affronteremo il **regime sinusoidale**: fasori, impedenze, ammettenze, potenze in AC, fattore di potenza e rifasamento. Subito dopo faremo un passo in più verso il **regime variabile** in senso più generale: come leggere e trattare segnali non puramente sinusoidali e perché molti concetti dell’AC restano strumenti utilissimi anche quando il segnale cambia forma (in pratica: come ragiona un ingegnere quando il mondo non è “perfettamente” sinusoidale).
Inseriremo anche una sezione sui **campi elettromagnetici a bassa frequenza**, perché è lì che si capisce davvero *perché* i modelli circuitali funzionano e dove iniziano i loro limiti. Vedremo il collegamento tra **circuiti e campi** nel regime quasi-stazionario: come correnti e tensioni si legano a campo elettrico e magnetico, cosa significa **accoppiamento induttivo**, come nasce la **mutua induzione** e perché concetti come flusso concatenato, induttanza e trasformazione non sono “magia” ma conseguenza diretta della fisica. Questo blocco vi servirà per leggere con più consapevolezza trasformatori, macchine elettriche, sensori e molte applicazioni industriali basate su campi a bassa frequenza (dall’energia ai processi elettrotermici).
Chiuderemo con un messaggio di contesto: l’**elettrificazione di sistemi e processi** (mobilità, industria, casa, reti) non è uno slogan, è una traiettoria tecnologica concreta. E per guidarla servono ingegneri che sappiano passare con naturalezza dal “circuito sulla carta” al “fenomeno fisico”, scegliendo il modello giusto, calcolando bene e spiegando sempre il perché dei passaggi.
- Docente: Fabrizio Dughiero